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Salvia Divinorum

Pubblicato il 2 marzo, 2010

Pianta della famiglia della menta, usata nei rituali curativi e divinatori dagli indios mazatechi di Oaxaca, Messico.
Il principio attivo, la salvinorina-A, non è collegato con LSD, cannabis, ecstasy, o qualsiasi altra droga. Non è un alcaloide. Potenza l’immaginazione, aumenta la sensibilità visiva.
Assunzione:
Il metodo tradizionale mazateco consiste nel preparare un infuso di foglie e berlo in una stanza semibuia, dove almeno una persona è sobria e può ‘guidare’ chi ha assunto la sostanza. Servono moltissime foglie fresche e risulta impraticabile nella nostra cultura.
Un altro rituale consiste nel masticarla fresca, trattenendo la saliva per circa mezz’ora. I primi effetti si hanno dopo circa 20 minuti. Il picco dura quasi altrettanto. L’intero viaggio, non più di un ora e un quarto.
Da noi si usano soprattutto foglie secche o estratti, classificati in base al potere che hanno rispetto alle foglie pure (x5, cioè 5 volte, x10 è così via).
Con le foglie secche, reidratate in acqua, si fanno dei cilindri tipo sigaro. Molti trovano il sapore della salvia troppo amaro: si può addolcire il cilindro con miele o zucchero. Per fare un cilindro servono circa 2/3 grammi di foglie secche.
Esistono anche estratti da tenere sotto la lingua per una ventina di minuti.
Estratti e foglie si possono anche fumare. Molte persone, le prime volte che fumano, non sentono quasi gli effetti, e ancora non è chiaro per quale motivo.
Alcuni fumano la salvia rollandola con le cartine, ma in realtà è necessaria una pipa ad acqua (bong), perché il principio attivo si volatilizza solo a temperature molto alte, che la brace di una sigaretta non può raggiungere. Bisognerebbe usare un accendino speciale, a fiamma molto forte. L’acqua della pipa serve a raffreddare il fumo, per poterlo tenere nei polmoni almeno trenta secondi senza tossire. Dopo due grosse boccate, gli effetti arrivano molto rapidi ed è importante che ci sia qualcuno che non fuma, per mettere al sicuro la pipa e l’accendino. All’inizio, meglio usare sempre foglie secche o estratti non superiori al x5. Gli effetti durano da dieci minuti a mezz’ora.
Effetti
Fumando estratti gli effetti possono essere molto forti. La cosa migliore è appoggiare la testa, chiudere gli occhi, non muoversi. La cosa molto particolare è che gli effetti si interrompono quando apri gli occhi e riprendono appena li richiudi.
All’inizio, può somigliare alla marijuana. Poi arrivano esperienze psichedeliche molto diverse a seconda delle persone: perdita del corpo, visita di luoghi del passato, sensazione di trasformarsi in pianta od oggetto, distorsione di spazio e tempo, incontri con esseri sconosciuti, onnipresenza, sentirsi ‘elastici’, entrare in un mondo a due dimensioni…
Terminati gli effetti, di solito si ha una sensazione di relax, a metà tra sonno e veglia, spesso popolata di sogni. Per questo, molti preferiscono prendere la Salvia prima di andare a dormire.

Rischi
– La Salvia non è una droga da festa. Bisogna prenderla in un posto tranquillo, con poca luce e amici fidati.
– Esagerare è sempre pericoloso. In caso di ‘brutto viaggio’ (bad trip) è bene accendere tutte le luci e tranquillizzare la persona, che spesso sente bisogno di muoversi e potrebbe ferirsi. Di solito, l’effetto non dura più di venti minuti. Alla fine di tutto, se il soggetto non ricorda nulla, e meglio lasciarlo stare e chiamare un medico se sorgono altre complicazioni.
– E’ importante partire sempre con dosi basse.
– Evita mix con altre sostanze, soprattutto alcol
– Evita attività che richiedono coordinazione: lavoro, guida, sport…
– Non usare Salvia se stai seguendo una cura con tranquillanti o antidepressivi.

Commenti

2 Risposte a “Salvia Divinorum”

  1. Steve il 15 dicembre, 2008 18:14

    Mah..ho letto un po’ tutti gli articoli..ma ho alcune domande da impertinente da farti amministratore:
    come mai in questa guida si parla di “sostanze” e non di “droghe”?..
    E perché si parte dal presupposto che si debba fornire una soluzione per chi assume queste sostanze?..
    Anche se si beve il sapone da lavapiatti o si sniffa uniposca o benzina con le dovute accortezze non si muore. Mitridate assumeva quotidianamente dosi crescenti di veleno e si narra che per questo divenne immune..
    Però Mitridate aveva uno scopo, cioè quello salvarsi la pelle in caso di tradimento.
    Questa mi sembra una guida dedicata a un drogato per drogarsi bene e limitare i danni delle droghe pur non rinunciando ai piaceri…
    Non è mai sottolineato come in realtà questi piaceri siano passeggeri…In realtà i veri piaceri della vita nascono dentro le persone e non vengono da fuori, quindi non derivano ne dal possesso di oggetti ne da assunzione di sostanze…
    Questo concetto a mio avviso deve essere sempre fatto presente a qualsiasi giovane, sia tossicodipendente che non…

  2. Manuel il 26 febbraio, 2009 16:45

    Ciao stefano!
    scusa il ritardo con cui ti rispondo ma purtroppo non sono il solo a gestire il sito e non sempre è facile coordinarsi.
    Innanzitutto ti ringrazio dell’intervento perché il contenuto delle pagine nei nostri intenti dovrebbe appunto aprire dubbi e scatenare dicussioni riflessioni e quant’altro.
    Le domande che poni sono molto interessanti. Cercherò di rispondere a tutto anche se su un tema del genere occorrerebbe avere tanto tempo (e pagine) a disposizione e non si può pensare che due schede dicano TUTTO.
    Tu però fai riferimento all’approccio. ovvero dici che nel sito non si pone l’accento sui rischi e quindi si rischia di dare informazioni senza fare un giusto lavoro di prevenzione all’utilizzo di tali sostanze.
    Condivido con te l’importanza di dare le giuste informazioni anche analizzando i problemi che ci sono dietro alle dipendenze.
    In linea con le più importanti ricerche in questo ambito credo che sia di fondamentale importanza stimolare un approccio critico e scientificamente fondato.
    Parliamo di sostanze (e non di droghe) proprio perché sappiamo bene quali siano le immagini e gli stereotipi associate al termine “droghe” e crediamo che questo non aiuti ad analizzare ed intervenire nella giusta maniera.
    Col termine sostanza stupefacente l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce “ogni sostanza dotata di azione farmacologica psicoattiva, la cui assunzione provoca alterazioni dell’umore e dell’attività mentale”.
    Stesso discorso si può fare per il termine drogato. Se fosse vero che chiunque utilizzi droghe è drogato allora (stando alla definizione dell’OMS) chiunque nel mondo assuma qualsiasi sostanza psicoattiva (compreso caffé the teobromina ecc…) è da considerarsi drogato. Mio padre sarebbe da comunità per le quantità di caffé che ingurgita. Io confesso di essere dipendente da teobromina .
    Il nostro lavoro è fatto di interventi nelle scuole e in strada, questa esperienza ci porta a pensare che un approccio informativo e scientifico aiuta a farsi capire ed a far capire molto più che un tono paternalistico. Questo è il senso che abbiamo voluto dare alle schede.
    “Cosa ti succede se usi alcol” “Cosa ti succede se usi Salvia”. L’idea di partire dalla consapevolezza anziché dal divieto e dalla prescrizione (NON FARE MAI QUELLO, FAI QUESTO..) che in genere portano qualsiasi ragazzo a cancellare immediatamente qualsiasi informazione. Se mi dici quindi che le schede portano a farsi domande ed a riflettere sono ancora più convinto del contenuto delle stesse, se invece queste possono spingere ad utilizzare sostanze ti prego di sottolinearmi eventuali frasi ambigue e vedremo di chiarire certi passaggi. Sicuramente a breve metteremo una breve introduzione sul senso di tali pagine, non abbiamo mai voluto metterla per evitare di appesantire il contenuto del sito ma credo che sia giusto farlo ora. Gli interventi come il tuo lo dimostrano.
    Infine ti posso dire che nel corso di questi mesi abbiamo ricevuto numerose mail di richiesta sulle presenti schede e questo credo che dimostri l’interesse nei confronti del tema e di come questo è stato trattato.
    A disposizione per qualsiasi ulteriore dubbio o richiesta.
    grazie ancora
    Manuel Admin

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